
16/06/2026


Il mercato della vendita di energia elettrica e gas attraversa da anni una fase di profonda e costante metamorfosi. Tra la fine del mercato tutelato, la volatilità dei prezzi all'ingrosso e una concorrenza sempre più aggressiva, le società di vendita si trovano a dover ridefinire non solo le proprie strategie di pricing, ma anche e soprattutto i propri canali di acquisizione.
In aggiunta, in un mercato retail dell'energia elettrica e del gas, caratterizzato da una concorrenza serrata, volatilità dei prezzi, un basso EBITDA e tassi di churn fisiologicamente elevati, le aziende di vendita si trovano di fronte a una duplice sfida: proteggere la marginalità del portafoglio clienti e mantenere stabile e performante la propria rete commerciale.
Storicamente, il successo commerciale di un operatore Gas & Power è stato legato a doppio filo all'efficacia e alla capillarità delle sue reti di vendita. Tuttavia, molte aziende affrontano ancora la gestione dei partner commerciali con un approccio tradizionale, basato esclusivamente sulla logica del commissioning ovvero sul pagamento di provvigioni.
Per anni, infatti, l’unico motore trainante della forza vendita è stato l’incentivo prettamente economico. La logica dominante prevedeva che a provvigioni più alte corrispondesse, quasi matematicamente, un maggior volume di contratti e una maggiore fedeltà degli agenti. Tuttavia, l'evoluzione del mercato e i profondi mutamenti nel comportamento dei consumatori hanno dimostrato che questa equazione è ormai superata.
Oggi, basare la gestione dei partner commerciali esclusivamente sulle politiche di commissioning monetario non solo è insufficiente per garantire la tenuta della rete a lungo termine, ma rischia di erodere drammaticamente i margini aziendali. La vera sostenibilità del business risiede nella capacità dell'azienda di curare la relazione con i propri canali di vendita, trasformandosi da mero "pagatore di provvigioni" a fornitore di servizi e supporto ad alto valore aggiunto verso i propri partner commerciali.
Per sopravvivere in un ecosistema così competitivo, è necessario un cambio di paradigma radicale: la transizione verso il PRM o Partner Relationship Management, ovvero un approccio che mette il partner commerciale al centro dell'ecosistema aziendale, trattandolo come una risorsa strategica da fidelizzare e non come un mero centro di costo temporaneo.
Per comprendere l'urgenza di questa trasformazione, è fondamentale analizzare lo scenario macroeconomico e settoriale in cui si muovono le reti di vendita Gas & Power. Il panorama odierno è caratterizzato da tre dinamiche principali:
Il mercato dell’energia in Italia ha vissuto stagioni di fortissima espansione dei canali indiretti (agenzie plurimandatarie, reti di teleselling, comparatori online e reti door-to-door). In questo contesto, molti fornitori hanno utilizzato la provvigione e più nello specifico il cosiddetto gettone di acquisizione come principale, se non unico, strumento di posizionamento sul mercato.
Considerare la rete vendita semplicemente come un canale dal quale far fluire contratti in cambio di provvigioni espone l'utility a rischi finanziari e operativi da non sottovalutare. Il focus esclusivo sul volume delle acquisizioni a discapito della qualità della relazione genera tre grandi criticità.
L'erosione della marginalità e il mancato ammortamento del CAC
Ingaggiare una competizione al rialzo sulle provvigioni significa ridurre il Customer Lifetime Value ovvero il valore complessivo generato dal cliente nel corso della sua permanenza con il fornitore. Nel settore Gas & Power, il CAC (Costo di Acquisizione Clienti) è una metrica spietata. Remunerare un'agenzia per l'acquisizione di un cliente comporta un investimento che mediamente oscilla tra i 50 e i 120 euro o più, a seconda del segmento di mercato.
Dal punto di vista finanziario, l'utility rientra da questo costo di acquisizione solo se il cliente rimane in fornitura per un periodo medio-lungo. Se il cliente effettua uno switch prima dei 12-14 mesi, tendenzialmente l'operazione si traduce in una perdita netta per l'azienda. Una rete vendita non fidelizzata tenderà a inseguire il gettone immediato, senza preoccuparsi della reale qualità e affidabilità del cliente acquisito.
L'effetto "churn" della Customer Base
Quando una rete vendita è legata all'azienda da elementi puramente economici, spesso dal valore della provvigione upfront, l'agente non ha alcun incentivo a selezionare clienti di qualità o a mantenerli nel tempo. Al contrario, si innesca un meccanismo perverso: la rete tende a massimizzare i volumi immediati, inserendo nel portafoglio clienti ad alto rischio di morosità o contratti destinati a migrare verso un altro fornitore non appena scadrà il periodo minimo di permanenza. In molti casi, sono gli stessi agenti a fare turnover del cliente l'anno successivo per incassare un nuovo gettone da un concorrente. Il problema risiede nel fatto che, molto spesso, i clienti appartengono all'agente, non alla società di vendita che li ha acquisiti per mezzo del partner commerciale. Quando un consulente commerciale decide di cambiare, molto spesso porta con sé l'intero pacchetto di clienti che ha fidelizzato nel tempo. Per la società di vendita, l'addio di un partner o di un ramo di rete vendita si trasforma così in un picco improvviso del churn rate.
Il rischio finanziario
La fretta di raggiungere i target volumetrici imposti dai contratti di commissioning spinge frequentemente le reti meno controllate e meno integrate a inserire clienti a basso merito creditizio o, nei casi peggiori, contratti non perfettamente conformi. Questo si traduce in un rischio finanziario e un potenziale aumento dei tassi di morosità nei mesi successivi, gravando così sul bilancio della società di vendita.
Per tutelare i margini e blindare la forza vendita, le aziende di luce e gas devono ridefinire il concetto stesso di commissioning. La provvigione non deve essere intesa come il solo prezzo di un contratto stipulato con un cliente finale, bensì come la remunerazione di una catena del valore che parte dall'acquisizione e arriva alla soddisfazione finale del cliente. Un sistema di commissioning moderno deve innanzitutto saper bilanciare la componente di acquisizione con componenti legate alla stabilità e alla qualità.
Strutture provvigionali ricorrenti
Spostare una parte del valore economico dal momento della firma alla durata del contratto allinea istantaneamente gli interessi dell'agente a quelli dell’azienda. L'agente non cerca più il volume fine a sé stesso, ma si impegna ad acquisire clienti profittevoli e duraturi, fungendo da primo filtro contro la morosità.
Sistemi di "malus" e storni legati alla qualità
Il monitoraggio preventivo del tasso di attivazione e dei tassi di insoluto nei primi mesi di fornitura deve essere integrato direttamente nel piano provvigionale. Se i contratti portati da un'agenzia mostrano anomalie (es. alti tassi di recesso anticipato o mancati pagamenti delle prime bollette), il sistema deve prevedere lo storno automatico delle provvigioni. Questo non ha una finalità punitiva, ma serve a educare la rete a vendere secondo criteri di trasparenza e sostenibilità.
Quantità vs qualità
Data la struttura attuale del mercato e le dinamiche competitive, il driver che va a definire le politiche di remunerazione non dovrebbe più essere solo il volume di contratti acquisiti, ma è indispensabile considerarne anche la qualità. Cosa significa? In questo scenario, rispetto alla massimizzazione dei contratti stipulati dai partner, diventa più importante incentivarli a fidelizzare un cliente portandolo non solo a rimanere in fornitura, ma anche ad ampliare il suo parco forniture inteso come l’affiancamento alla commodity di altri servizi e/o prodotti offerti dalla società di vendita.
Premettendo che l'aspetto economico e la puntualità nel pagamento delle provvigioni rimangano la conditio sine qua non di qualsiasi accordo commerciale, l'esperienza sul campo ci dimostra però che, a parità di condizioni economiche, un partner commerciale sceglie tendenzialmente la società che offre il miglior supporto operativo e relazionale.
Se la provvigione economica rappresenta la condizione necessaria per entrare in contatto con una rete vendita, sono i servizi di supporto, i processi e la tecnologia a decretarne la permanenza e il successo a lungo termine. Un'agenzia strutturata preferirà spesso lavorare con un fornitore che offre una provvigione leggermente inferiore ma che garantisce processi fluidi e zero problemi gestionali, rispetto a un fornitore generoso nei gettoni ma disorganizzato nel back-office.
Qui si inserisce il concetto di PRM (Partner Relationship Management), mutuato dal classico e conosciuto termine CRM. Se il CRM mette il cliente finale al centro del business, il PRM applica la stessa filosofia alla rete vendita, considerandola a tutti gli effetti come un "cliente interno" da supportare e fidelizzare.
Un ecosistema PRM efficace deve poggiare su pilastri operativi che vanno ben oltre il “semplice” calcolo delle provvigioni.

Abbracciare la filosofia del PRM e abbandonare la vecchia logica transazionale del commissioning puro è un investimento ad altissimo rendimento strategico. I vantaggi che ne derivano configurano una perfetta situazione di win-win, dove entrambe le parti ottengono un valore concreto.
La sostenibilità economica e commerciale di una moderna azienda di vendita di luce e gas non può più prescindere da una visione olistica del canale distributivo. Considerare la rete vendita come un semplice fornitore esterno da governare esclusivamente attraverso la leva del prezzo provvigionale è una strategia miope, destinata a scontrarsi con l'innalzamento dei costi di gestione e con l'instabilità del mercato. La tutela della marginalità aziendale si ottiene, paradossalmente, investendo risorse ed energie nella qualità dei servizi offerti a chi vende. Solo trasformando il rapporto transazionale in una vera e propria partnership relazionale — basata su tecnologie efficienti, back-office snelli, formazione d'eccellenza e un sistema di commissioning bilanciato — è possibile costruire un ecosistema commerciale stabile. In questo modo, la forza vendita comincerà a considerare il fornitore come l'asset più strategico per la crescita e la stabilità del proprio stesso business sul territorio. Il risultato finale è un circolo virtuoso: clienti più soddisfatti e duraturi, reti commerciali fidelizzate e margini aziendali delle società di vendita Gas & Power solidi e protetti nel tempo.
In sintesi, nel mercato Gas & Power di oggi, essendo la commodity energetica è ormai percepita dal consumatore come un prodotto indifferenziato, la vera differenza competitiva si gioca sulla qualità del servizio e sulla capacità di intercettare le esigenze complesse del cliente. In questo scenario, la forza vendita non può più essere considerata un semplice intermediario.
Le società lungimiranti che investiranno in tecnologie, processi e relazioni per dare vita a un vero sistema di Partner Relationship Management sapranno blindare i propri canali commerciali, salvaguardare i propri margini e costruire un vantaggio competitivo solido, duraturo e il più possibile impermeabile alle offerte della concorrenza.

La soluzione software di Partnership Relationship Management pensata per il mercato Gas & Power: non solo commissioning, ma anche gestione e valorizzazione della relazione con i partner commerciali.

Ti abbiamo incuriosito? Scrivici!
Saremo felici di approfondire le tue necessità e capire come possiamo diventare il partner ideale per le esigenze di digitalizzazione, innovazione e sostenibilità del tuo business.